<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973</id><updated>2012-01-06T10:35:09.545+01:00</updated><category term='dentista'/><category term='pendolari'/><category term='Comune'/><category term='Idroscalo'/><category term='Il responsabile delle risorse umane'/><category term='21-04-09'/><category term='politica'/><category term='sanità'/><category term='elezioni'/><category term='Città Studi'/><category term='arte'/><category term='Ceronetti'/><category term='22-04-09'/><category term='Coetzee'/><category term='Maurice Merleau-Ponty'/><category term='cultura'/><category term='Navigli'/><category term='scrivere'/><category term='Corriere della Sera'/><category term='mullte'/><category term='filosofia'/><category term='L&apos;Ultima Cena'/><category term='Saviano'/><category term='Balthus'/><category term='No Cav'/><category term='bellezza'/><category term='Peter Grenaway'/><category term='libri'/><category term='Loreno Bettarelli'/><category term='università'/><category term='Pd'/><category term='romanzi'/><category term='Federica Venni'/><category term='articolo'/><category term='A.Oz'/><category term='sinistra'/><category term='letture'/><category term='vita'/><category term='Libero'/><category term='fannuloni'/><category term='letteratura'/><category term='Milano'/><category term='Pdl'/><category term='Leonardo da Vinci'/><category term='installazione'/><category term='megalomania'/><category term='Luoghi'/><category term='La Passeggiata'/><category term='Surrealismo'/><category term='ferrovie Nord'/><category term='Palermo'/><category term='mostre'/><category term='Colette'/><category term='noviziato'/><category term='Yehoshua'/><category term='Brunetta'/><category term='obesi'/><category term='morte'/><title type='text'>FEDERICA VENNI</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>30</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-3041721805036214997</id><published>2009-05-20T17:00:00.000+02:00</published><updated>2009-05-21T17:01:18.327+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><title type='text'>Il Comune di Milano si rifà il trucco</title><content type='html'>«Sciura Angela buongiorno, cosa ne pensa del nostro servizio di assistenza?». Cuffie microfonate in testa, il sindaco Moratti, ieri, per tastare il giudizio dei milanesi sulla qualità dei servizi comunali, ha indossato i panni dell’addetta di un call center: l’infoline del Comune che ogni settimana - tra varie funzioni - chiama gli anziani di Milano per garantire loro la teleassistenza: una chiamata di cortesia per captare i bisogni dei nonnini soli. Un servizio che dal prossimo ottobre sarà esteso anche ai disabili per prenotare le prestazioni sanitarie. Il Comune, dunque, mette il turbo, presenta nuovi servizi e il potenziamento dei vecchi. Si partirà con un restyling degli sportelli unici dell’anagrafe sparsi nelle nove zone della città: presto il via per quello di zona 4 e altri tre entro dicembre. Intanto nella sede centrale di via Larga l’orario è stato prolungato (fino alle 19.30 il mercoledì e dalle 8.45 alle 12 il sabato). Si moltiplicheranno anche gli sportelli “Amico” in collaborazione con Poste Italiane: per ora sono 77 in città e 201 in tutta l’area metropolitana. Ma il vero cambiamento arriva con Internet: entro fine anno la metà dei cittadini potrà scaricarsi certificati e pass per la sosta direttamente dal proprio pc. Addio code agli sportelli. &lt;br /&gt;Lo sforzo piace ai milanesi che, in anticipo sulle novità annunciate dal sindaco e dall’assessore ai Servizi al cittadino Stefano Pillitteri, promuovono i servizi comunali a pieni voti. Così Palazzo Marino si porta a casa un bel sette e mezzo in pagella. Gli “emoticon” di Brunetta hanno sorriso agli sportelli dell’anagrafe: il servizio “Mettiamoci la faccia”, voluto dal ministro per la Pubblica Amministrazione e inaugurato nella sede di via Larga il 23 marzo scorso per consentire ai cittadini di dare un voto alla qualità delle prestazioni erogate, ha registrato il 75 per cento di giudizi positivi. Gli utenti, che possono scegliere se toccare la faccina rossa (voto negativo), gialla (sufficiente) o verde (positivo) hanno optato a maggioranza per quest’ultima. A loro giudizio, insomma, la pubblica amministrazione funziona. Per ora, i settori interessati sono quelli per il rilascio della carta d’identità elettronica, l’ufficio protocollo e la prenotazione dei funerali. E in attesa che le faccine si moltiplichino, da lunedì, il Comune ha introdotto un altro sistema di voto per valutare l’efficienza del call center 020202. Dopo aver parlato con l’operatore, gli utenti possono esprimersi con la tastiera del telefono: 1 per il voto positivo, 2 per la sufficienza, 3 per un giudizio negativo. Il risultato dei primi due giorni lascia ben sperare: 1419 ok (l’88 per cento), 158 sufficienze (10 per cento) e 35 pollici versi (2 per cento). Palazzo Marino, dunque, incassa il suo successo, e non solo dai cittadini: ieri è arrivata, direttamente nelle mani del sindaco, dal presidente di Certiquality Giordano Righini, anche la certificazione Iso 9001 sulla qualità dei servizi al cittadino: un attestato che, generalmente, misura il livello di qualità di un’azienda e che quest’anno ha premiato il 50 per cento dei servizi comunali. Ora, ha commentato Pillitteri, «non pensiamo solo ad appuntare medaglie, ma a migliorarci continuamente».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-3041721805036214997?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/3041721805036214997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=3041721805036214997' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/3041721805036214997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/3041721805036214997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/05/il-comune-di-milano-si-rifa-il-trucco.html' title='Il Comune di Milano si rifà il trucco'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-8994810792049527806</id><published>2009-05-16T16:52:00.001+02:00</published><updated>2009-05-21T16:56:57.713+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dentista'/><title type='text'>Il dentista low cost</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/ShVrrzUiyHI/AAAAAAAAAHE/2suyid1UDss/s1600-h/dentista.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 263px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/ShVrrzUiyHI/AAAAAAAAAHE/2suyid1UDss/s320/dentista.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5338291333572511858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In tempi di crisi anche i dentisti aggiustano le tariffe. Arriva così l’odontoiatria sociale: prestazioni low cost per alcune categorie di pazienti. “Teniamo al vostro sorriso” è lo slogan che lancia un accordo, partito da poco, fra Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali, Andi (Associazione nazionale dentisti italiani) e Oci (Odontoiatri cattolici italiani). In provincia di Milano, spiega Claudio Pagliani, presidente provinciale della sezione Andi di Milano e Lodi, «sono già 301 gli studi dei nostri associati che hanno aderito all’iniziativa,  a cui bisogna aggiungerne 13 a Lodi e dintorni e 22 tra Monza e Brianza». &lt;br /&gt;I prezzi, nel caso di qualche dentista del centro di Milano, possono scendere anche del 30 per cento. Questo il tariffario “calmierato”: 80 euro per una visita odontoiatrica con ablazione del tartaro e insegnamento dell’igiene orale, 25 euro per la prevenzione della carie nei bambini, 60 euro per togliere un dente, 550 euro per una protesi parziale in resina, 800 euro ad arcata per una dentiera. «Ci sono colleghi che applicano già queste tariffe – spiega Pagliani -. Ad esempio chi ha lo studio in zone povere o disagiate della città. Ma c’è chi, in centro, una dentiera la mette anche a 1200 euro». In sostanza, si potrà risparmiare non solo nello studio della Barona, ma anche in quello di piazza San Babila che normalmente ha prezzi da urlo.&lt;br /&gt;Lo “sconto”, anche se gli addetti ai lavori non amano chiamarlo così, è a carico del dentista che liberamente sceglie di aderire all’iniziativa. E che, probabilmente, potrà usufruire di agevolazioni fiscali. &lt;br /&gt;A beneficiarne sono : tutti coloro che hanno l’ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente cioè – in poche parole – il reddito) non superiore a 8 mila euro, indipendentemente dall’età; gli esenti dai ticket sanitari per motivi anagrafici, per patologie croniche e invalidanti e inabili al lavoro con ISEE non oltre i 10 mila euro; i titolari di Social card; le donne in gravidanza senza limiti di reddito solo per la visita odontoiatrica con ablazione del tartaro e insegnamento dell’igiene orale. Si è deciso di tutelare in modo particolare quest’ultima categoria «perché gli studi scientifici degli ultimi quattro-cinque anni hanno dimostrato che le malattie parodontali che si manifestano durante la gravidanza possono portare il peso del nascituro a valori inferiori alla norma. E poi la mamma è anche la prima educatrice».&lt;br /&gt;Per trovare il dentista più vicino a prezzi agevolati basta consultare i siti www.obiettivosorriso.it, www.ociweb.it, www.ministerodellasalute.it o chiamare il numero verde Andi 800 911202. Per prenotare la visita basta chiamare lo studio scelto e. al momento di presentarsi, esibire la certificazione necessaria per usufruire dello sconto, oppure dichiaralo con autocertificazione munita di codice fiscale. «Dobbiamo avvicinarci sempre di più a un’idea di un welfare dell’odontoiatria, per far capire al grande pubblico che i dentisti non sono una categoria di approfittatori sociali».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-8994810792049527806?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/8994810792049527806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=8994810792049527806' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/8994810792049527806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/8994810792049527806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/05/il-dentista-low-cost.html' title='Il dentista low cost'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/ShVrrzUiyHI/AAAAAAAAAHE/2suyid1UDss/s72-c/dentista.gif' height='72' width='72'/><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-9092618356693293730</id><published>2009-05-16T16:47:00.000+02:00</published><updated>2009-05-21T16:49:57.621+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Idroscalo'/><title type='text'>Caos e parcheggi selvaggi: benvenuti all'Idroscalo</title><content type='html'>Concerti, manifestazioni sportive, spettacoli e serate in discoteca. Ma anche bivacchi, rumore e caos parcheggi. Da domani prende il via la stagione estiva dell’Idroscalo, con le sue due facce: quella di chi, giocoforza, sceglie il “mare di Milano” come polo del divertimento agostano e quella di chi ne ha le tasche piene di pagarne le conseguenze. «Tre quarti dell’Idroscalo sorgono sul nostro territorio, eppure siamo completamente esclusi dalla gestione e dal controllo del parco», spiega il sindaco di Segrate Adriano Alessandrini. Il che significa tante scocciature e niente benefici: «La Provincia non mi ha nemmeno invitato all’inaugurazione, però mi ha chiesto di mettere a disposizione i miei vigili per gestire il traffico». Il problema dei parcheggi, dice, è annoso: «Tutte le domeniche ci ritroviame le auto una sopra l’altra, è il caos totale». E poi c’è la questione rumore: «Certi concerti iniziano già dal mattino. L’anno scorso ci è toccata la messa col sottofondo rock». A dare maggiori problemi sono proprio i concerti perché la faccenda discoteche sembra ormai archiviata : nella zona ovest, dove c’è la maggiore concentrazione di locali, sono previsti tetti di suono. Per la parte est, la direzione dell’Idroscalo minimizza: «Gli spettacoli non sono molti e finiscono tutti intorno alle unidici e mezza, orario accettabile. Quest’anno, poi, c’è la nuova Sala Azzurra, al chiuso e con tanto di condizionatore». Ma agli abitanti di Tregarezzo, piccola frazione a ridosso del parco, tremano pure i vetri: «Nessuno vuole impedire le manifestazioni all’aperto, ma servono barriere contro il rumore perché così non si può andare avanti» si lamenta Alessandro Seracini, residente in zona e presidente della circoscrizione San Felice: «Ciò che è stato fatto per i locali va applicato anche ai concerti».&lt;br /&gt;Si ribatte anche sulla sicurezza: la Provincia, spiegano sempre dalla direzione, ha investito 200 mila euro per l’illuminazione dei parcheggi e da quest’anno all’interno del parco ci sarà una nuova sede della polizia provinciale: una decina di agenti che dovrebbero garantire, ha chiarito il presidente Filippo Penati, «prevenzione e deterrenza dei reati e dei fenomeni di illegalità». «Bene - dice Giovanni De Nicola, capogruppo di Alleanza Nazionale in Consiglio provinciale – ma il problema delle invasioni barbariche dei rom che bivaccano intorno alle piscine resta. Da quando c’è questa amministrazione l’Idroscalo è in caduta libera», nonostante i 30 milioni di euro che la Giunta ha speso in cinque anni. &lt;br /&gt;In attesa dell’Expo che, nei progetti di Penati, dovrebbe rilanciare il “mare di Milano” come polo d’eccellenza per il divertimento lombardo, Regione, Provincia e Comune di Segrate hanno sottoscritto un accordo di programma che prevede l’inserimento della cittadina nella società che gestisce il parco: «Così avremo modo di prepararci al meglio per organizzare le manifestazioni, in modo da poterne beneficiare» spiega Alessandrini. &lt;br /&gt;Tutto aspettando che l’Idroscalo, nei sogni della Provincia, diventi una chiccheria in stile Prater viennese che ora sembra quantomai lontana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-9092618356693293730?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/9092618356693293730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=9092618356693293730' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/9092618356693293730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/9092618356693293730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/05/caos-e-parcheggi-selvaggi-benvenuti.html' title='Caos e parcheggi selvaggi: benvenuti all&apos;Idroscalo'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-7234178860761036098</id><published>2009-05-05T15:54:00.001+02:00</published><updated>2009-05-07T16:24:05.100+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><title type='text'>Milano capitale della Tbc</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SgLu7oBFX8I/AAAAAAAAAGs/I6VJs7xOK2w/s1600-h/Villa_Marelli1_2629.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 137px; height: 103px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SgLu7oBFX8I/AAAAAAAAAGs/I6VJs7xOK2w/s320/Villa_Marelli1_2629.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333087616881745858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Con 300 nuovi infettati all’anno, Milano si aggiudica il triste primato dei casi di tubercolosi. Motivo? La massiccia presenza di immigrati: il 70 per cento degli ammalati, infatti, è di nazionalità straniera. A lanciare l’allarme, nel giorno in cui si celebra il cinquantesimo anniversario della scoperta della rifampicina – il farmaco numero uno per la cura della Tbc – è l’assessorato comunale alla Salute: l’incidenza della malattia nel capoluogo lombardo è di 20-30 casi per 100 mila abitanti, contro la media italiana di 7-10. Il triplo. I trecento nuovi malati all’anno sono una costante degli ultimi dieci anni, ma mentre fino al 1999 a essere affetti da Tbc erano soprattutto gli italiani, ora la tendenza si è invertita. Così la Lombardia, che - ricorda l’assessore comunale alla Ricerca Luigi Rossi Bernardi  - «ha giocato un ruolo cruciale nella scoperta di nuovi antibiotici», è una delle regioni italiane più colpite: sono tra i 1000 e i 1200 i nuovi casi all’anno.&lt;br /&gt;«Milano assorbe circa 260 mila immigrati, di cui 30-40 mila sono irregolari», spiega l’assessore alla Salute Gianpaolo Landi di Chiavenna: «Sono soggetti che vivono nella marginalità, in situazioni igienico-sanitarie precarie che hanno ripercussioni sul loro stato di salute e su quello dei cittadini che con loro entrano in contatto». Vivono in dieci in uno scantinato o in un accampamento tra fango e spazzatura e il risultato è che «si manifestano sempre più forme di tubercolosi multiresistenti ai farmaci, difficili da monitorare e curare». La conferma dei dati, specifica Palazzo Marino, arriva anche dall’Istituto Villa Marelli dell’ospedale Niguarda (nella foto), centro regionale di riferimento per la cura della Tubercolosi, dove si diagnosticano e trattano circa il 60-80 per cento dei casi cittadini. Anche qui, gli immigrati sono in maggioranza dal 2000, rappresentando oltre il 65 per cento degli infetti. Di questi, il 65 per cento ha un regolare permesso di soggiorno ed è in Italia da più di tre anni: quasi sette su dieci di loro vivono in situazioni precarie. Mentre per chi è arrivato più tardi è anche peggio: quattro su cinque sono in condizioni a rischio. Per quanto riguarda gli italiani, invece, la malattia colpisce soprattutto adulti sopra i 35 anni e anziani. &lt;br /&gt;Sebbene non siamo alle cifre degli anni Settanta, quando i casi in provincia di Milano erano quasi 2500 contro i 450 attuali, il quadro non è confortante. «Per questo – spiega Landi – un anno fa abbiamo dato il via al progetto “Immigrazione sana”» che coinvolge una rete di ambulatori cittadini che svolgono attività di prevenzione e monitoraggio della malattia, indirizzando poi gli utenti verso i reparti di infettivologia degli ospedali milanesi. In un report redatto nel 2008, i risultati di un’indagine conoscitiva avviata su circa trecento immigrati parlano chiaro: il 47 per cento non effettua controlli medici in Italia e il 54 per cento nemmeno nel paese d’origine. Per quanto riguarda la Tubercolosi, il 2,5 per cento si è curato dopo aver contratto l’infezione e il 3,5 per cento ha un parente che si è ammalato o è deceduto. &lt;br /&gt;«La maggior parte degli immigrati contrae la malattia in Italia», precisa l’infettivologa Maria Rita Gismondo, responsabile del Laboratorio di microbiologia clinica dell’Università di Milano e referente del progetto “Immigrazione sana”: «Arrivano qui sani e contraggono la malattia a causa delle condizioni sanitarie in cui vivono. La questione, dunque, non è interrogarsi sui paEsi di provenienza di queste persone, ma fare di tutto per diffondere la cultura della prevenzione».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-7234178860761036098?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/7234178860761036098/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=7234178860761036098' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/7234178860761036098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/7234178860761036098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/05/milano-capitale-della-tbc.html' title='Milano capitale della Tbc'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SgLu7oBFX8I/AAAAAAAAAGs/I6VJs7xOK2w/s72-c/Villa_Marelli1_2629.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-4667187929535815931</id><published>2009-05-02T15:59:00.003+02:00</published><updated>2009-05-07T16:19:16.767+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Surrealismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Corriere della Sera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Balthus'/><title type='text'>Balthus e i Surrealisti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SgLt39EE6mI/AAAAAAAAAGk/NVwNtOkcSjw/s1600-h/balthus.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 281px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SgLt39EE6mI/AAAAAAAAAGk/NVwNtOkcSjw/s320/balthus.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333086454300338786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La luce e i colori che sfiorano i suoi corpi sono le apparenze attraverso cui Balthus (1908-2001) recupera, con scavo da archeologo, lo spirito dell’uomo. E’ dedicata a lui e ad altri pittori surrealisti la raccolta di scritti sull’arte di Antonin Artaud, tratti  dall’opera completa e appena ristampati. «Stanco di una pittura di larve», l’artista francese di origini polacche rappresenta la reazione all’automatismo psichico del Surrealismo. Così come le tele di André Masson che scoprono «squarci di mondo» e quelle di Jean de Bosschère che passano «dietro il muro» delle apparenze sono il superamento di una corrente ormai sentita come «rivoluzione di castrati». Attraverso l’analisi degli artisti a lui più congeniali e del loro rapporto con il Surrealismo, un Artaud critico d’arte marca la distanza dal movimento cui aveva aderito nel 1924, abbandonandolo due anni dopo. Una selezione di ventuno testi del celebre drammaturgo francese che svela il rapporto tra la poetica dell’autore e un’arte che deve, come la pittura pre-rinascimentale, trasmettere «la vibrazione dell’anima, le profonde tensioni dell’Universo».&lt;br /&gt;Da Corriere della Sera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BALTHUS E I SURREALISTI&lt;br /&gt;di Antonin Artaud&lt;br /&gt;A cura di Paola Lalario&lt;br /&gt;Ananke, pp.127, €14&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-4667187929535815931?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/4667187929535815931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=4667187929535815931' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/4667187929535815931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/4667187929535815931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/05/balthus-e-i-surrealisti.html' title='Balthus e i Surrealisti'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SgLt39EE6mI/AAAAAAAAAGk/NVwNtOkcSjw/s72-c/balthus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-3477947591831885191</id><published>2009-04-26T14:49:00.001+02:00</published><updated>2009-05-07T16:27:54.832+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><title type='text'>Le cure fai-da-te e la sanità in rosso</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SgLv5gjNysI/AAAAAAAAAG0/5zWXGeWXC8M/s1600-h/pillole_2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 115px; height: 141px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SgLv5gjNysI/AAAAAAAAAG0/5zWXGeWXC8M/s320/pillole_2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333088680029309634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C’è l’ipocondriaco che, appena scatta l’effetto collaterale, getta il farmaco in pattumiera. La vecchietta che si affida al passaparola della sciura Pina, mister “so- tutto-io” che si cura su internet, la mamma apprensiva che “guai a dare medicine al pargolo”, il malato di Alzheimer che si dimentica, quello che si cura male, troppo poco o – perché no – troppo. &lt;br /&gt;Disubbidire al medico costa caro, e non solo alla salute. Quel 40 per cento di pazienti che non si attiene alle prescrizioni degli specialisti pesa sulle tasche del sistema sanitario: secondo gli esperti, 8 milioni di euro solo in Lombardia e 30 milioni in Italia. La stima - difficile parlare di cifre esatte - arriva dal Galeazzi, dove si sta progettando uno studio per monitorare la “compliance” cioè l’aderenza del paziente alle indicazioni del medico. Questione di complicità, dunque, che preoccupa gli addetti ai lavori. Il problema, spiega il dottor Mauro Porta, responsabile del Centro di disturbi extrapiramidali e Sindrome di Tourette del gruppo San Donato, ha diverse sfaccettature: si parte dalla mancata adesione della popolazione a rischio alle campagne di screening, si passa per la scarsa aderenza alle indicazioni terapeutiche di chi è ricoverato in ospedale, fino all’assunzione dei farmaci prescritti negli ambulatori del medico di famiglia. I più disobbedienti sono «gli anziani che si dimenticano, le persone affette da disturbi psichici e comportamentali, gli ipocondriaci e, in generale, tutti i pazienti affetti da malattie croniche» che, vessati da trattamenti a lungo termine, «tendono ad abbandonare le cure facilmente». In Lombardia, poi, la famigerata eccellenza del sistema sanitario in questo caso è un boomerang: «Ci sono troppi utenti e, di conseguenza, troppa fretta. Il medico non dedica tempo sufficiente a chi ha davanti, per infondergli fiducia e per capire quale sia il modo migliore per renderlo “compliante”. O anche semplicemente per verificare che possa sostenere economicamente la cura prescritta». Tutta colpa degli specialisti? Tutt’altro: i pazienti più saccenti «ricorrono spesso a cure fai da te scaricate da internet», i più ingenui «si affidano al passaparola con la vicina di casa». Per l’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani, pur prendendo atto che le stime sui costi non vengono dal Pirellone, «il problema c’è ed è serio», ma «essendoci la libera scelta e non potendo puntare una pistola alla tempia del malato» non è di facile soluzione.&lt;br /&gt;L’assenza di “compliance”, insomma, non si risolve su due piedi, ma si può provare a minitorarla e, di conseguenza, ad arginarla. «Per misurare la mancata aderenza alle cure – spiega il professor Egidio Moja, ordinario di Psicologia clinica alla facoltà di Medicina dell’Università Statale – basterebbe che il medico chiedesse al paziente la restituzione delle confezioni vuote dei farmaci o, nel caso ci sia, pretendere una maggiore attenzione da parte di chi si prende cura del malato. Addiruttura, in alcuni studi scientifici, si usano barattolini muniti di chip che registra giorno e ora in cui il medicinale viene assunto». Ma il problema va risolto soprattutto a monte: «E’ necessario migliorare la visita medica dal punto di vista comunicativo. Bisogna capire atteggiamento e opinione del paziente sulla terapia e instaurare un rapporto di fiducia, restituendo credibilità alla figura dello specialista». In una parola, complicità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-3477947591831885191?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/3477947591831885191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=3477947591831885191' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/3477947591831885191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/3477947591831885191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/04/le-cure-fai-da-te-e-la-sanita-in-rosso.html' title='Le cure fai-da-te e la sanità in rosso'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SgLv5gjNysI/AAAAAAAAAG0/5zWXGeWXC8M/s72-c/pillole_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-4595977073496321793</id><published>2009-04-24T17:02:00.001+02:00</published><updated>2009-05-07T16:31:22.917+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><title type='text'>Il cuore delle donne</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SgLwttUbu2I/AAAAAAAAAG8/nHHaDOcq4sI/s1600-h/y1ppaYsodyLuXlSHnhs6K3Yl4jloKltRVdTcZgtfpR4vOoh2bhUA2BymXO_36_pfLATXnNs5D4nhL2q991lamr0Kg.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SgLwttUbu2I/AAAAAAAAAG8/nHHaDOcq4sI/s320/y1ppaYsodyLuXlSHnhs6K3Yl4jloKltRVdTcZgtfpR4vOoh2bhUA2BymXO_36_pfLATXnNs5D4nhL2q991lamr0Kg.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5333089576810167138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Stressate, ansiose e fumatrici, le donne hanno il cuore molto più fragile di quanto pensino. Tanto che le malattie cardiovascolari sono una delle principali cause di morte, di gran lunga superiori ai tumori. A lanciare l’allarme è il professor Francesco Donatelli, ordinario di Cardiochirurgia all’Università Statale e direttore del Dipartimento Cardio Vascolare dell’IRCCS Multimedica di Sesto San Giovanni. «Le patologie cardiovascolari sono da sempre considerate prevalentemente maschili, ma i dati di mortalità dicono il contrario». Secondo un rapporto del 2008 dell’ “European Heart Network”, il 54 per cento delle morti, nelle donne, è causato da malattie cardiovascolari, contro il 17 per cento per tumori. Un rapporto di circa tre a uno che dista molto dalla situazione maschile dove il 38 per cento delle morti è dovuto a malattie di cuore, contro un 28 per cento da attribuire ai tumori in generale. E il quadro, in Lombardia, rispecchia quello europeo: secondo le ultime stime Istat, nel 2006 i morti per malattie circolatorie e di cuore nella popolazione femminile sono stati 26.981 contro 20.806 in quella maschile. Più dei tumori che hanno ucciso 12.825 donne e 16.292 uomini. Anche i numeri sui fattori di rischio non sono confortanti: «Dall’età della menopausa in poi, il 49 per cento delle donne è iperteso, il 38 per cento ha livelli di colesterolo elevati, il 33 per cento ha una sindrome metabolica, il 30 per cento è obeso, oltre il 10 per cento è diabetico». A fare la parte del leone sono le abitudini scorrette, alimentari e non: «Diete ricche di grassi, scarsa attività fisica e fumo. L’incidenza di fumatrici tra le adolescenti è del 30-35 per cento circa». E poi c’è la tendenza, tutta femminile, a sottovalutare il problema: «Prendiamo, ad esempio, l’infarto. La distanza di tempo che intercorre  tra la percezione della classica fitta e il momento in cui il paziente è nelle mani dell’emodinamista, nelle donne è una volta e mezza quella degli uomini. Perché la donna sopporta di più il dolore, tende a minimizzarlo e quindi a ritardare l’intervento». E’ la forza che, in questi casi, diventa debolezza.&lt;br /&gt;La soluzione sta in un’unica parola, prevenzione. «Si è fatto molto per le campagne di prevenzione contro i tumori, in primis quello al seno. Con grandi risultati. Ora bisogna fare altrettanto per il cuore». Partendo dal messaggio sul pacchetto di sigarette e arrivando allo screening: «Basterebbe fare per il cuore ciò che, ad esempio, fa la mammografia per il seno. Per le donne in menopausa, che hanno un rischio cardiovascolare maggiore, servirebbero un prelievo per gli esami del sangue, un colloquio e un questionario sulle abitudini». &lt;br /&gt;Già, le abitudini. Che al menage familiare sommano il peso di una scalata sociale che si fa sempre più insistente. Così, «conciliare famiglia e lavoro diventa spesso uno stress insostenibile», spiega Carmen Leccardi, sociologa dell’Università Bicocca esperta in problematiche di genere e pari opportunità. «In regioni come la Lombardia, dove il 60 per cento delle donne ha un’occupazione, il problema è particolarmente rilevante: ci si trova spesso e volentieri con un doppio lavoro, quello per figli e marito e quello per il mercato. E questa vita all’insegna del funambolismo, oltre a causare ansie e stress, lascia poco tempo per sè, per curare alimentazione e forma fisica». La soluzione ? «Considerare la conciliazione casa-lavoro anche un problema maschile, smettendola di sventolare le pari opportunità soltanto come uno slogan sociale».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-4595977073496321793?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/4595977073496321793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=4595977073496321793' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/4595977073496321793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/4595977073496321793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/04/il-cuore-delle-donne.html' title='Il cuore delle donne'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SgLwttUbu2I/AAAAAAAAAG8/nHHaDOcq4sI/s72-c/y1ppaYsodyLuXlSHnhs6K3Yl4jloKltRVdTcZgtfpR4vOoh2bhUA2BymXO_36_pfLATXnNs5D4nhL2q991lamr0Kg.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-1070408532912234145</id><published>2009-04-24T16:58:00.000+02:00</published><updated>2009-04-24T16:59:15.692+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><title type='text'>Medici sulla difensiva</title><content type='html'>Il signor Rossi ha un tumore al pancreas: il suo chirurgo può decidere di operarlo offrendogli una speranza di vita di un anno e mezzo, oppure curarlo con la chemioterapia garantendogli una sopravvivenza di sei mesi. Nel primo caso il rischio di mortalità è alto, così il medico opta per la seconda soluzione. Perché teme, nel caso l’intervento vada male, di finire davanti al giudice. &lt;br /&gt;Niente a che vedere con la malasanità, sia chiaro, ma questa pratica, detta propriamente “medicina difensiva”, è in aumento. A denunciarlo è Mauro Longoni, coordinatore lombardo dell’Acoi, l’associazione dei chirurghi ospedalieri, e primario di chirurgia all’ospedale di Sesto San Giovanni: «Il medico, nel timore di arrivare al contenzioso legale, o decide ad esempio di non operare pazienti a rischio, oppure prescrive un numero di esami, visite e indagini diagnostiche non indispensabili». In sostanza, nel primo caso si tratta di un eccesso di cautela, nel secondo di eccesso di zelo. Ma il fine è sempre lo stesso: tutelarsi. &lt;br /&gt;Ma da cosa ? «Dalle cause medico-paziente che sono in sensibile aumento». Un po’ di numeri: al Tribunale del malato di Milano, nel 2008, sono arrivate 381 segnalazioni di errori medici. La cosiddetta “malpractice” «è in generale aumento - spiega Liberata Dell’Arciprete, segretario regionale del Tribunale -. La metà degli esposti che ci arrivano riguarda proprio l’errore. E la Lombardia è la capofila di questo fenomeno: «Nel 2007, su ventimila segnalazioni, il 25 per cento è arrivato dalla nostra regione. Questo non perché il nostro sistema sanitario non funzioni, anzi, ma perché ha un bacino d’utenza che va bel al di là dei confini regionali». In dettaglio, le lamentele riguardano, nell’ordine, errori durante interventi chirurgici, diagnosi sbagliate, terapie non corrette, problemi durante la fase di riabilitazione. Tutto avviene soprattutto durante il ricovero, poi in pronto soccorso, in ambulatorio e per ultimo a casa. I settori più coinvolti sono ortopedia, oncologia, ginecologia e ostetricia, chirurgia generale. C’è da dire, però, che non tutte le segnalazioni sono fondate: «I pazienti spesso scambiano le complicanze, fenomeno fisiologico, con episodi di malasanità. C’è molta confusione, alimentata anche dai casi che finiscono sui giornali», precisa Longoni. E, a volte, c’è anche la malafede: «L’ambito sanitario è quello in cui si ottengono più facilmente i risarcimenti». Così i medici, per difendersi, ci vanno coi piedi di piombo: «E’ un atto istintivo di autoprotezione». &lt;br /&gt;Da uno studio del novembre scorso, condotto su mille medici della Società italiana di chirurgia, emerge che il 77,9 per cento di coloro che hanno risposto al questionario ammette di aver adottato almeno un comportamento di medicina difensiva durante l’ultimo mese di lavoro. L’82,8 per cento ha inserito in cartella clinica annotazioni evitabili per eccesso di scrupolo, il 61,3 per cento avrebbe prescritto un numero di esami maggiore di quello necessario, il 26,2 per cento avrebbe escluso pazienti a rischio da alcuni trattamenti, oltre le normali cautele. E la motivazione è sempre la stessa: l’80,4 per cento di loro ha detto di averlo fatto per paura di un contenzioso medico-legale. «L’unico modo per sconfiggere il fenomeno – spiega Longoni – non è certo accanirsi contro i pazienti che denunciano, ma andare alla radice del problema rinsaldando il rapporto di fiducia tra il malato e il suo medico tramite, ad esempio, lo strumento del consenso informato».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-1070408532912234145?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/1070408532912234145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=1070408532912234145' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/1070408532912234145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/1070408532912234145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/04/medici-sulla-difensiva.html' title='Medici sulla difensiva'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-3561586422046749649</id><published>2009-04-24T16:37:00.001+02:00</published><updated>2009-04-24T16:44:14.033+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='21-04-09'/><title type='text'>Turismo sanitario cinese</title><content type='html'>Dalla Cina al Gaetano Pini per un’operazione all’anca. O all’Oftalmico per un intervento agli occhi. L’eccellenza sanitaria milanese fa gola alle popolazioni dell’Estremo Oriente che, presto, potrebbero volare da queste parti non solo per fotografare i monumenti e le vetrine del quadrilatero, ma per beneficiare del nostro sistema sanitario. Magari rimpinguandone le tasche. E risparmiando alla grande: perché se farsi operare negli Stati Uniti, come molti di loro già fanno, viene tot, da noi costa la quinta parte.&lt;br /&gt;Secondo le stime della Fondazione Italia Cina, la onlus milanese fondata nel 2003 da Cesare Romiti, potrebbero essere 120 milioni i nuovi potenziali pazienti d’oltreoceano: cioè tutti i cinesi, ricchi o benestanti, che hanno un reddito tale da potersi permettere cure private fuori dalla Repubblica Popolare. E che, per ora, affollano le strutture ospedaliere di Stati Uniti, Giappone e Germania. Per ora, appunto. Perché fra non molto potrebbero arrivare anche da noi: una prima nutrita delegazione di 30 Direttori Generali dei più prestigiosi ospedali della Cina è approdata ieri al Policlinico per porre le basi di un accordo che porterà a un gemellaggio tra i due sistemi sanitari, sia per quanto riguarda la ricerca universitaria sia - e questa è la novità – per le cure e ricoveri veri e propri. Milano tende una mano e l’offerta è più che vantaggiosa, spiega Girolamo Sirchia, già ministro della Sanità e promotore dell’incontro di ieri: «In Cina più di 300 milioni di persone si rivolgono alla sanità privata e molti decidono di curarsi all’estero. Perché non attrarne una quota anche noi, data la riconosciuta eccellenza di molte nostre strutture sanitarie e concorrere in questo modo al finanziamento del nostro sistema sanitario?». In tempi di crisi, l’accordo porterebbe risorse per noi e risparmi per loro: «Tutti coloro che dalla Cina migrano negli Usa per farsi curare, venendo in Italia spenderebbero un quarto o un quinto». Perciò se un’operazione all’anca, ad esempio, a New York o a Chicago costa la bellezza di 100 mila dollari, a Milano se la caverebbero, nel privato, con ventimila su per giù. «In più da noi – continua Sirchia – arriverebbero capitali freschi, al di là del tetto di spesa fissato per la Regione, visto che si tratta di pazienti che accedono privatamente alle nostre strutture». &lt;br /&gt;Ci vorrà ancora tempo per delineare i termini dei gemellaggi (numero di pazienti da trasferire, ospedali da individuare), ma gli strumenti non mancano: «Qui abbiamo ottime cardiologie e cardiochirurgie, ortopedie, chirurgie del fegato, oncologie». Eccellenze che ieri hanno presentato le loro punte di diamante: la Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena con la sua ostetricia e ginecologia e i suoi studi sulle malattie rare, il “Don Gnocchi” e i reparti di riabilitazione e di trattamento della disabilità, l’ortopedia del Gaetano Pini, la psichiatria e la cura della vista al Fatebenefratelli ed Oftalmico, le terapie per la lotta ai tumori della Fondazione Cnao di Pavia, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica. Una collaborazione all’insegna del “do ut des” per cui la Cina, all’esportazione di pazienti affiancherà quella della sua medicina tradizionale: il progetto, che vanta già un accordo sottoscritto dalla Fondazione Italia Cina, prevede l’arrivo in Italia di un centro nazionale di medicina tradizionale cinese, i cui esperti, si augura Sirchia, metteranno i pazienti al riparo dai tanti medici «improvvisati».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-3561586422046749649?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/3561586422046749649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=3561586422046749649' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/3561586422046749649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/3561586422046749649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/04/turismo-sanitario-cinese.html' title='Turismo sanitario cinese'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-1092502254466248283</id><published>2009-04-24T16:27:00.002+02:00</published><updated>2009-04-24T16:33:00.539+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='22-04-09'/><title type='text'>Arte e psichiatria al Fatebenefratelli</title><content type='html'>Creta e cartapesta sono le materie prime per la “ristrutturazione del coraggio”. Così, psichiatri e psicologi del Fatebenefratelli amano chiamare la nuova terapia dedicata a piccoli e adolescenti affetti da disturbi emotivi o vittime di bullismo. Un paio di locali colorati, l’esperienza dei docenti dell’Accademia di Brera e il sostegno dei medici fanno il resto. Così è nato da poco il “Laboratorio di ricerca e terapeutica artistica”, frutto della collaborazione tra il dipartimento Materno Infantile e quello di Salute Mentale dell’Ospedale Fatebenefratelli, l’Associazione liberaMente onlus, l’assessorato alla Sanità e la Presidenza della Regione Lombardia, l’Accademia delle Belle Arti di Brera e la multinazionale PricewaterhouseCoopers. &lt;br /&gt;Nei due locali ricavati all’interno dell’ospedale, circa una dozzina di bimbi e ragazzini tra i nove e i dodici anni diventano artisti, seguiti da uno psicologo e dai professori di Brera. Si incontrano un paio di pomeriggi la settimana per dar vita alle loro sculture, gemme di un’opera collettiva che prende forma via via che passano i giorni. «I ragazzi stanno realizzando la loro parte singolarmente – spiega Franca Bifano, presidente di liberaMente, l’associazione che grazie a una raccolta di fondi ha permesso di acquistare arredi e materiali -. Lo scopo, però, è quello di realizzare un’opera collettiva in cui possano comunque distinguere il loro contributo». Per sentirsi parte di un tutto, coltivando sia la comunicazione individuale che la relazione con il gruppo. Per ora il laboratorio, prima esperienza del genere in Europa, è riservato ai pazienti del Fatebenefratelli, in particolare ai ragazzi dell’ “Ambulatorio multidisciplinare per le vittime del bullismo e non solo”. Presto, si augura Luca Bernardo, direttore del dipartimento Materno Infantile, «vorremmo che fosse accessibile, gratuitamente, a tutti coloro che ne abbiano bisogno». Perché l’arte, che non prescinde dalla medicina, è un’arma vincente nella lotta al disagio giovanile: «La scelta dei materiali poveri per plasmare le sculture non è casuale – dice Bernardo -. Essendo duttili e trasformabili, la loro lavorazione rispecchia la possibilità di cambiamento e trasformazione dello stato emotivo di questi ragazzi». Pazienti anche molto giovani che hanno subito violenze dai coetanei, che hanno tentato il suicidio o che hanno problemi legati all’abuso di alcool o droghe. Ragazzi fragili che, mattone su mattone, hanno bisogno di «ristrutturare» la propria personalità. Una raccolta fondi per aiutare l’iniziativa è prevista a giugno: il 16, infatti, liberaMente inaugurerà la mostra dell’artista Roberto Panzeri nella sede della PricewaterhouseCoopers di via Monterosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-1092502254466248283?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/1092502254466248283/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=1092502254466248283' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/1092502254466248283'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/1092502254466248283'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/04/arte-e-psichiatria-al-fatebenefratelli.html' title='Arte e psichiatria al Fatebenefratelli'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-8369682037050439263</id><published>2009-04-08T16:52:00.000+02:00</published><updated>2009-04-24T16:53:21.294+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><title type='text'>I farmaci su misura del Sacco</title><content type='html'>C’è chi è allergico a un principio attivo e non lo sa. C’è chi ha un organismo che non tollera più di una certa quantità di sostanze. E ancora, ci sono malattie che non tutti contraggono allo stesso modo per cui le cure, non sempre, sono universali. &lt;br /&gt;I bugiardini dei farmaci sono uguali per tutti, ma i malati non sono tutti uguali. E alle terapie farmacologiche non reagiscono tutti allo stesso modo: c’è chi risponde perfettamente e guarisce, ma c’è anche chi – purtroppo – ci lascia le penne. Per una reazione allergica, per un dosaggio sbagliato. La soluzione al problema sta nel creare farmaci “ad personam”, confezionati a misura di paziente. Sembrerebbe fatascienza, ma - garantiscono gli scienziati dell’ospedale Sacco dove ieri è stata presentata la nuova Unità di Farmacologia che farà di questa nuova frontiera il suo cavallo di battaglia – non lo è affatto. &lt;br /&gt;«Le risposte dei pazienti ai farmaci – spiega Emilio Clementi, direttore dell’Unità – sono sempre più imprevedibili», tanto che le cosiddette reazioni avverse ai farmaci sono la quarta causa di morte nel mondo. Nell’ultimo anno, in sedici ospedali lombardi, la Regione ha speso venti milioni di euro per correggere terapie farmacologiche sbagliate o per curare persone che hanno manifestato reazioni avverse. &lt;br /&gt;«Per questo è sempre più necessaria la creazione di una cura personalizzata». Ma come si fa a imbastire una terapia a misura di malato ? La farmacogenetica è una risposta e, proprio al Sacco, nascerà la prima stazione integrata in Italia dotata di un sistema che testerà il DNA dei pazienti per trovare la terapia ad hoc: in sostanza si va a studiare ciò che di più personale abbiamo, cioè la nostra mappatura del DNA, per capire come i geni interagiscono col medicinale: «Lavorare su queste associazioni ci permetterà di misurare la variabilità della risposta al farmaco», eliminando, in sostanza, l’effetto collaterale legato al singolo paziente e «ottimizzando le cure. Tramite la farmacovigilanza, poi, ne monitoreremo gli effetti». &lt;br /&gt;La nuova Farmacologia Clinica del Sacco, convenzionata con l’Università degli Studi di Milano, avrà la sua nuova palazzina nel 2010: quattro piani di ricerca fatti di laboratori specializzati e posti letto per la sperimentazione di nuovi farmaci che attrarrano la ricerca dell’industria farmaceutica e delle aziende lombarde in ambito biomedico. All’investimento, costato al Pirellone due milioni di euro, lavoreranno medici, farmacisti, biologi, biotecnologi, chimici e chimici farmaceutici. &lt;br /&gt;Una «svolta», spiega Virgilio Ferrario, preside della facoltà di Medicina e Chirurgia della Statale: «E’ importante parlare di farmaci studiati non solo per il tipo di patologia, ma anche per il tipo di paziente che si intende curare. La medicina del futuro deve associare al discorso sulla malattia quello sulla persona. Perché se il 90 per cento della terapia è legato al medicinale in sè, il dieci per cento si fonda sulla conoscenza del soggetto». &lt;br /&gt;L’equipe del professor Clementi è già al lavoro. Da settembre, racconta, sono già state testate circa otto-dieci persone tra i reparti di oncologia e malattie infettive: «Il paziente con una reazione avversa al medicinale viene da noi. Tramite un prelievo, misuriamo la quantità di farmaco presente nel sangue e ne indichiamo il dosaggio giusto». Un primo passo verso quella «personalizzazione della medicina» auspicata da Roberto Formigoni che, in un futuro, permetterà ai cittadini «di disporre di una “tessera megnetica” con le proprie caratteristiche genetiche, una specie di bancomat della salute».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-8369682037050439263?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/8369682037050439263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=8369682037050439263' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/8369682037050439263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/8369682037050439263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/04/i-farmaci-su-misura-del-sacco.html' title='I farmaci su misura del Sacco'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-8036854527681747715</id><published>2009-03-05T21:14:00.001+01:00</published><updated>2009-05-12T21:16:38.382+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><title type='text'>L'ospedale della mano</title><content type='html'>C’è il pallavolista che con un’alzata in palleggio ci rimette la falange, il motociclista che per tenere in piedi il suo bolide a due ruote si rovina i muscoli dell’avambraccio, il giocatore di basket che si sfascia un polso o il calciatore che anziché usare i pedi gioca con le mani e si fa male. La mano, per lo sportivo - da chi fa free climbing a chi gioca a hockey sul ghiaccio -  è uno degli arti più colpiti da fratture, infiammazioni, lussazioni. Lo sanno bene gli specialisti dell’Unità Operativa di Chirurgia della Mano dell’ospedale di Sesto San Giovanni che hanno deciso di dar vita al primo Istituto Mondiale di Traumatologia Sportiva della Mano. Una sorta di network internazionale dei guru del settore che garantisca agli atleti la migliore assistenza ovunque essi si trovino. &lt;br /&gt;Alla chirurgia della mano dell’IRCCS di Sesto, diretta da Giorgio Pajardi, professore di Chirurgia Plastica all’Università degli studi di Milano, in oltre dieci anni di attività, si eseguono all’incirca cinquemila interventi l’anno. E tra gli ospiti della struttura, che possono godere anche di una palestra attrezzata per continuare ad allenarsi anche durante il ricovero, ci sono tante stelle dello sport. Come Marco Mordente, cestista dell’Armani Jeans, seguito a gennaio di quest’anno dal dottor Pivato per una frattura scomposta del terzo metacarpo della mano sinistra. O Massimo Bulleri, anche lui giocatore di basket in prestito alla Pallacanestro Treviso, operato al mignolo della mano sinistra il 27 ottobre 2008.&lt;br /&gt;A disposizione degli sportivi professionisti giramondo, il nuovo istituto mette un centro di Riabilitazione della Mano gestito da 15 specialisti che si occupano sia della chirurgia che delle altre terapie. A supporto c’è anche un’equipe di psicologi, perché il campione di turno, al primo incidente, non si faccia prendere da panico o isteria. E perché si metta nel mood per guarire il più in fretta possibile. Last but not least, per chi si infortuna durante un torneo o una competizione all’estero, sono pronti per operare chirughi francesi, spagnoli, polacchi, russi, cinesi, americani e via dicendo. E come ogni istituto che si rispetti, c’è anche la parte di ricerca, finalizzata ad applicare le più sofisticate tecniche chirurgiche che siano sempre meno invasive o la sperimentazione di terapie alternative. Il WRISTH (questo l’acronimo internazionale) collabora anche con laboratori di biodinamica e biocinetica dalla Keyo University di Tokyo, di anatomia del Miami Hand Centre e con l’Università di Hong Kong. &lt;br /&gt;L’imperativo categorico dell’Istituto, spiega il suo presidente Loris Pegoli, «è quello di offrire la miglior assistenza possibile agli atleti in giro per il mondo, garantendo il ritorno in pista in tempi veloci, nel rispetto della fisiologia del trauma o della malattia». Insomma, se a Valentino Rossi dovesse rompersi di nuovo la mano durante il moto gp di Valencia e il “dito a scatto” di Alessandro Nesta dovesse ripresentarsi, i due campioni sapranno a chi rivolgersi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-8036854527681747715?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/8036854527681747715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=8036854527681747715' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/8036854527681747715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/8036854527681747715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/03/lospedale-della-mano.html' title='L&apos;ospedale della mano'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-3571286492484580762</id><published>2009-02-26T21:06:00.000+01:00</published><updated>2009-05-12T21:06:53.935+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='obesi'/><title type='text'>Sos obesi</title><content type='html'>Ci sarà anche il disgusto nel guardarsi allo specchio, il terrore di misurarsi il girovita o la disperazione di non trovare un abito a misura. Ma essere obesi non è solo un problema estetico, è una malattia. E i numeri, come sempre, parlano chiaro: il trenta per cento dei lombardi è in sovrappeso, uno su dieci è obeso. Non solo. Ogni anno nella nostra regione, su 8.500 decessi, circa il 10 per cento è dovuto a obesità: 23 morti al giorno per questo problema. Perché sono tante le patologie, più o meno gravi, legate al sovrappeso: diabete, ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, disturbi della respirazione, alcuni tipi di tumore, ictus e malattie cardiovascolari in generale. La Lombardia, in questo senso, non è tra le regioni italiane più a rischio, ma tra persone in sovrappeso (30,1 per cento della popolazione residente)  e obesi (8,6 per cento) siamo comunque intorno ai quattro milioni. &lt;br /&gt;L’allarme, perché di ciò si tratta – dicono gli esperti – è lanciato dalla Sio, la Società Italiana dell’Obesità. Michele Carruba, direttore del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università Statale di Milano, non usa mezzi termini: «Siamo di fronte a una vera emergenza di sanità pubblica sociale, non solo individuale. Basta pensare che in Italia si spendono circa 22,8 miliardi ogni anno per le malattie associate all’obesità e più della metà di queste risorse se ne vanno in spese per l’ospedalizzazione», cioè per i ricoveri. «Le malattie dovute al sovrappeso determinano una riduzione notevole della qualità della vita e un aumento del rischio di mortalità», spiega Fabrizio Muratori, segretario nazionale Sio e dirigente della Struttura Complessa di Endocrinologia all’ospedale Niguarda: «Per fare un esempio dell’importanza del fenomeno basta pensare che l’80 per cento dei pazienti affetti da diabete di tipo 2 è obeso».&lt;br /&gt;La soluzione? Più che attaccarsi ai farmaci e mettersi nelle mani del chirurgo plastico è meglio correre ai ripari prima. E la parola d’ordine è prevenzione. Per questo, dopo un tour nazionale che ha toccato diverse tappe in giro per l’Italia, anche in Lombardia arriva la campagna “Dai peso al peso”, promossa dalla Sio e dall’Istituto Superiore di Sanità: visite gratuite in ambulatori specifici allestiti all’interno di alcune Ipercoop. Si parte domani e dopo a Cremona e a Novate Milanese, il 20, 21, 27 e 28 marzo a Mantova, il 3 e 4 aprile a Cremona. Tutte le persone tra i 18 e i 75 anni in sovrappeso evidente o sospetto avranno a disposizione due medici e alcuni infermieri per un check up gratuito che comprenderà: controllo dei valori ematologici, misurazione della pressione arteriosa, della circonferenza addominale, dell’indice di massa corporea, la valutazione della distribuzione del grasso rispetto alla massa magra e infine un test sul comportamento psicologico nei confronti dell’alimentazione. &lt;br /&gt;Comunque, anche a casa si può far qualcosa. Come capire, se il fenomeno non è proprio conclamato, se si è obesi o meno. O anche semplicemente in sovrappeso. Basta calcolare l’indice di massa corporea: si divide il peso per il quadrato della propria altezza e il gioco è fatto. Se il risultato è uguale o superiore a trenta si è obesi. Esempio: una persona alta un metro e sessantotto che pesa 85 chili è tra questi. Oppure si può misurare il girovita: per la donna il valore limite è 88 cm, per l’uomo 102. Attenzione alle diete drastiche e alla toccata e fuga dalla dietologa, ammonisce Michela Barichella che insegna alla Scuola di specializzazione in Scienza dell’Alimentazione alla Statale. Ci vuole costanza nel curare la patologia: «L’obesità è una malattia cronica che richiede un trattamento che continui nel tempo, perché, una volta smesso, spesso si tende a recuperare il peso perso. Un ruolo fondamentale in questo senso lo deve svolgere il medico di famiglia». Niente “diete fai da te”, dunque. Meglio andare a farsi controllare prima di non passare più per le porte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-3571286492484580762?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/3571286492484580762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=3571286492484580762' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/3571286492484580762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/3571286492484580762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/02/sos-obesi.html' title='Sos obesi'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-538975782083984397</id><published>2009-02-13T21:00:00.001+01:00</published><updated>2009-05-12T21:03:35.591+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fannuloni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Brunetta'/><title type='text'>L'effetto Brunetta arriva anche all'Asl</title><content type='html'>«Brunetta ? Santo subito: ha dimostrato di essere, dopo Lourdes, il vero risanatore della popolazione». Scherza – ma non troppo – il direttore generale dell’Asl Milano 2 Emilio Triaca quando parla del risultato che il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ha ottenuto sull’assenteismo dei dipendenti pubblici. L’azienda sanitaria da lui guidata, infatti, è tra gli esempi più significativi dell’effetto Brunetta: secondo i dati del ministero, tra dicembre 2007 e lo stesso mese del 2008 le assenze sono diminuite del 67,6 per cento. Meglio ancora ha fatto L’Asl della provincia di Pavia, con una riduzione del 74,3 per cento. Fiori all’occhiello della Lombardia, il sud-est Milano e il Pavese sono tra le prime cinque d’Italia: quinta la prima, terza la seconda. &lt;br /&gt;Emilio Triaca, però, mette i puntini sulle i: «Eravamo virtuosi anche prima, anche se, bisogna dirlo, coloro che stavano a casa qualche giorno in più dopo un’influenza, ora tornano al lavoro prima». Poi, snocciola i dati: i giorni totali di assenza per malattia, 506 nel dicembre del 2007, ora sono diventati 164. Stessa musica se si confrontano i mesi di ottobre e novembre: 786 contro 320 e 683 contro 228. Ridotti anche gli eventi di assenza per malattia superiori a dieci giorni: a ottobre 2007 erano 21 contro i dieci del 2008, a novembre 23 contro 10, a dicembre 15 contro sei. Il tutto per un numero totale di dipendenti, tra personale medico-sanitario e tecnico-amministrativo, in aumento: 603 lo scorso anno rispetto ai 588 del 2007. Insomma, assicura Triaca, «non siamo mai stati, in ogni caso, una banda di lavativi». Il perché è semplice: nei paesi piccoli la gente mormora. «Essendo un’azienda sanitaria che copre un territorio fatto di piccoli comuni, c’è una forte componente di controllo sociale: molti dei nostri dipendenti sono conosciuti in paese. Il venti per cento dei clienti del sistema sanitario, infatti, sono amici, parenti o conoscenti del nostro personale». In sostanza, fingersi malati o stare a casa per niente non è semplice in un posto di poche migliaia di anime dove tutti sanno chi sei e cosa fai. L’Asl Milano 2 ha un bacino d’utenza di 580 mila persone e copre 68 comuni dell’area a sud e a est di Milano. &lt;br /&gt;Anche a Pavia Brunetta ha avuto successo: «Il decreto del ministro ha diminuito soprattutto le assenze di un solo giorno - spiega il Direttore amministrativo dell’Asl Camillo Pietra -. I disincentivi economici indicati nel provvedimento hanno ovviamente funzionato da deterrente. E’ anche vero, però, che nel 2007 abbiamo avuto 14 dipendenti che, a testa, hanno portato avanti una media di assenze di 21 giorni e mezzo, per un totale di 301 giorni. Tolti questi, se n’è andata una bella fetta». Ma il dato sul totale dei giorni di lontananza dalla scrivania parla da solo: a dicembre del 2007 erano 567, nel 2008 sono diventati 162.  Il tutto per una leggera diminuzione anche dei dipendenti: sette in meno rispetto ai 717 del del 2007.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-538975782083984397?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/538975782083984397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=538975782083984397' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/538975782083984397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/538975782083984397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/02/leffett-brunetta-arriva-anche-allasl.html' title='L&apos;effetto Brunetta arriva anche all&apos;Asl'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-6777491796813983401</id><published>2009-02-11T21:09:00.000+01:00</published><updated>2009-05-12T21:10:12.269+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><title type='text'>Il chirurgo robot</title><content type='html'>Opera con quattro braccia e con una precisione da far invidia al miglior luminare della sala operatoria. All’ospedale Sacco è arrivato ieri il “Da Vinci S”, il primo robot chirurgo di proprietà di un ospedale pubblico lombardo. L’apparecchio, che al momento rappresenta il sistema più evoluto in commercio per la chirurgia robotica, è già stato sperimentato nell’Unità operativa di Urologia e, da oggi, sarà a disposizione anche della Clinica Otorinolaringoiatrica e della Clinica Ostetrico-Ginecologica. In pratica, tra le tante possibilità, opererà tumori alla prostata, alla laringe e all’utero. Ma come funziona il robot ? Niente diavolerie, è tutto molto semplice: ci sono quattro braccia inserite in laparoscopia (una tecnica che permette di operare senza “aprire” l’addome) nel corpo del paziente, collegate a una console di comando di fronte alla quale è seduto il chirurgo. Che non deve far altro che manovrare le braccia del robot tramite due impugnature. Sembra un videogioco, in realtà funziona con precisione millimetrica. Gli strumenti manovrati dalla macchina hanno dimensioni irrisorie (3-4 mm) e permettono di sfruttare al meglio le tecniche della chirurgia mininvasiva. I vantaggi, spiega Franco Gaboardi, responsabile dell’Unità Operativa di Urologia al Sacco e “sperimentatore” di questa tecnologia dopo un’ottantina circa di operazioni, sono diversi: «Minor sanguinamento, dolore quasi assente, una degenza di quattro giorni contro la media classica di una settimana e, soprattutto, un rapido ritorno alle attività di tutti i giorni». Un esempio: nei pazienti operati di tumore alla prostata, il settanta per cento recupera la continenza dopo un mese, il novantaquattro per cento dopo un anno. In più, rispetto alla laparoscopia tradizionale, «consente una visione tridimensionale e una maggior statiticità». Insomma, il robot ha la mano ferma e rispetto alle tecniche tradizionali “a cielo chiuso” si muove a 360 gradi, come in un’operazione ad addome aperto. Gli svantaggi? «All’inizio non è facile familiarizzare, poiché viene meno la percezione tattile, ma è solo questione di abitudine». Il prezzo di tanta tecnologia, poi, non è certo stracciato: un aggeggino del genere costa un milione e seicentomila euro, finanziati dal Pirellone. Non solo, ogni intervento eseguito col “Da Vinci” costa all’ospedale 2.500 euro. Per questo le operazioni affidate al robot saranno, in un anno, non più di 150 selezionando i casi a seconda di necessità e urgenza. I costi, comunque elevati, saranno però ammortizzati dalla condivisione dello strumento tra i diversi reparti dell’ospedale.&lt;br /&gt;Di queste macchine chirurgiche, in Lombardia ce ne sono già, oltre al Sacco, quattro: all’ospedale Niguarda, al San Giuseppe, all’Istituto Europeo Oncologico, al San Raffaele. Ma il Sacco è l’unica struttura pubblica ad averlo acquistato. L’Italia è il secondo paese al mondo, dopo gli Stati Uniti, ad ultilizzarle con 32 prototipi. Per l’assessore comunale alla Salute Gianpaolo Landi di Chiavenna l’attenzione alla chirurgia robotica «rende Milano un polo di eccelleza per la sanità e la medicina», soprattutto, sottolinea il prof. Emilio Trabucchi, direttore del Dipartimento Chirurgico-Onco-Gastroenterologico del Sacco, «per quanto riguarda il miglioramento della qualità di vita del paziente. E, in questo senso, la Regione Lombardia è quella che garantisce i migliori servizi spendendo di meno».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-6777491796813983401?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/6777491796813983401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=6777491796813983401' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/6777491796813983401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/6777491796813983401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2009/02/il-chirurgo-robot.html' title='Il chirurgo robot'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-4487837026467236592</id><published>2008-11-03T20:54:00.000+01:00</published><updated>2009-05-12T20:57:12.447+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='università'/><title type='text'>Gli atenei lombardi "vanno alla grande"</title><content type='html'>Arriva proprio da Forza Italia la prima tirata d’orecchi della maggioranza al ministro Gelmini. La critica, vestita da «contributo», è firmata Roberto Formigoni. Il presidente della Regione Lombardia è intervenuto ieri all’inaugurazione del centoquarantaseiesimo anno accademico del Politecnico: «Non sono accettabili tagli indifferenziati alle università» ha dichiarato. Per dire: le università lombarde funzionano alla grande, il Politecnico in primis. Dunque guai a chi le penalizza con sforbiciate a pioggia. Quello di Formigoni è un «invito al ripensamento» non tanto sull’entità delle razionalizzazioni «inevitabili» di spesa quanto sulla qualità dei tagli: «La riforma universitaria è necessaria», ma i finanziamenti statali devono «avvenire riconoscendo la bontà di quelle università che sono state virtuose e sagge nel corso di questi anni». Inomma, per il Governatore è inammisibile che si tagli allo stesso modo in «università nelle quali ci sono stati sprechi» e in atenei «che invece riescono a far fronte con le risorse a tutte le loro spese e danno risultati sul fronte dell’insegnamento e della competitività». E dopo l’approvazione, lo scorso mercoledì, della legge 137 sulla scuola tra scioperi e proteste, l’invito è alla riapertura del confronto con i «protagonisti dell’università: i docenti e i ricercatori» con l’auspicio di un’apertura di un «tavolo di riforme condivise». &lt;br /&gt;Ad applaudire il vicepresidente di Forza Italia, fuori dal polo Bovisa della facoltà di Architettura, a cerimonia finita, c’erano gli studenti di Lista Aperta, legati a Cl. Tutti con striscioni contro i tagli, ma anche contro il blocco delle lezioni: «Non è tempo di sospendere ma di costruire. Non serve uscire in piazza, bisogna entrare nel merito».&lt;br /&gt;E se Formigoni ha giocato la parte del conciliatore, Giulio Ballio, rettore dell’ateneo di piazza Leonardo Da Vinci, non è andato per il sottile. In linea con le posizioni della Crui (la conferenza dei rettori di tutte le università italiane) e del suo presidente Enrico Decleva, rettore della Statale, non ha esitato a parlare di eventuale chiusura. E l’ultimatum è stato forte e chiaro:  «Abbiamo deciso di dare ancora un anno di tempo al Governo: se non si terrà conto della produttività degli atenei allora dovremo rinuciare a perseguire i nostri obiettivi». &lt;br /&gt;Mentre fuori dall’università e nel piazzale della stazione Bovisa gli Studenti del Politecnico per la Mobilitazione, gruppo apartitico come si autodefiniscono, hanno inscenato una protesta con tanto di vin brulé, concerti e bare per decretare la morte dell’università pubblica, da Roma Mariastella Gelmini – scusandosi per aver dato forfait – ha mandato una lettera di apprezzamento per « il dibattito serrato ma costruttivo». Lanciando il «”modello Politecnico”, cioè quello di un ateneo che da tempo ha scelto di puntare senza esitazioni sul merito e la valutazione». Sembra che l’eco del monito di Formigoni sia già arrivato ai corridoi del Ministero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-4487837026467236592?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/4487837026467236592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=4487837026467236592' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/4487837026467236592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/4487837026467236592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2008/11/gli-atenei-lombardi-vanno-alla-grande.html' title='Gli atenei lombardi &quot;vanno alla grande&quot;'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-8905711775867496850</id><published>2008-07-09T00:29:00.002+02:00</published><updated>2008-07-09T00:36:02.471+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sinistra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='No Cav'/><title type='text'>Si stava meglio quando c'era Fausto</title><content type='html'>Stavamo meglio quando c'erano Bertinotti, Diliberto e Giordano. Quando la sinistra se ne stava in parlamento, costretta a ingabbiarsi in un minimo di decenza. Ora che le gabbie sono aperte e che i girotondini son tornati a sgambettare fuori dai seggi, noi dobbiamo sorbirci le uscite di Di Pietro, di Grillo, della Guzzanti e di Travaglio. Che al "No Cav" si è giocato l'ultima carta di credibilità professionale che gli era rimasta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-8905711775867496850?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/8905711775867496850/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=8905711775867496850' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/8905711775867496850'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/8905711775867496850'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2008/07/si-stava-meglio-quando-cera-fausto.html' title='Si stava meglio quando c&apos;era Fausto'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-716752290632026425</id><published>2008-06-15T23:16:00.007+02:00</published><updated>2008-06-15T23:37:51.064+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Passeggiata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Milano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Navigli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Città Studi'/><title type='text'>Luoghi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SFWLnWkeRLI/AAAAAAAAAEI/jTEVtrdlx9o/s1600-h/Passeggiata+primaverile+a+Citt%C3%A0+Studi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SFWLnWkeRLI/AAAAAAAAAEI/jTEVtrdlx9o/s400/Passeggiata+primaverile+a+Citt%C3%A0+Studi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5212225651940934834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;Che cosa c'è di più delizioso, di più semplice e bello, dal tempo dei tempi, che l'andare a piedi?&lt;br /&gt;Di quando in quando un lieve rumore veniva a rompere la solitudine, la cara, deliziosa oscurità: un tonfo, un fischio o qualche altro sussurro, la cui risonanza lontana non faceva che rendere più percepibile la profonda quiete dominante, che aspiravo a pieni pomoni, bevendo e assaporando la sua virtù.&lt;br /&gt;Qua e là nell'aria silenziosa, da qualche nascondiglio incantevole e arcano, un uccello faceva udire la sua voce chiara. Io mi fermai in ascolto. Tutt'a un tratto mi invase un indicibile sentimento dell'universo, e insieme, strettamente unito, un fiotto di gratitudine prorompente con forza dall'anima lieta&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;Robert Walser, &lt;em&gt;La Passeggiata&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-716752290632026425?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/716752290632026425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=716752290632026425' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/716752290632026425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/716752290632026425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2008/06/luoghi.html' title='Luoghi'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SFWLnWkeRLI/AAAAAAAAAEI/jTEVtrdlx9o/s72-c/Passeggiata+primaverile+a+Citt%C3%A0+Studi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-7385712931483061307</id><published>2008-05-26T20:00:00.002+02:00</published><updated>2008-05-26T20:06:58.716+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bellezza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><title type='text'>Luoghi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SDr7ZMpUhsI/AAAAAAAAADg/J8CHJpHLFmA/s1600-h/Arsura,+Palermo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SDr7ZMpUhsI/AAAAAAAAADg/J8CHJpHLFmA/s400/Arsura,+Palermo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5204748729689867970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Anche questa è bellezza...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-7385712931483061307?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/7385712931483061307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=7385712931483061307' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/7385712931483061307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/7385712931483061307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2008/05/luoghi.html' title='Luoghi'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SDr7ZMpUhsI/AAAAAAAAADg/J8CHJpHLFmA/s72-c/Arsura,+Palermo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-110549485001673874</id><published>2008-05-22T00:56:00.007+02:00</published><updated>2008-05-22T01:44:12.253+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Maurice Merleau-Ponty'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Ultima Cena'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='installazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Peter Grenaway'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mostre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Leonardo da Vinci'/><title type='text'>Dentro l'Ultima Cena</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SDSzwBPw5LI/AAAAAAAAADI/on6YpMScdJk/s1600-h/cenacolo1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SDSzwBPw5LI/AAAAAAAAADI/on6YpMScdJk/s200/cenacolo1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5202981107069412530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'è chi crede ancora che rivisitare un classico equivalga a profanarlo. C'è ancora chi condanna questa operazione come un atto impuro. Ma il conservatore è miope. Reinterpretare un affresco come L'Ultima Cena di Leonardo da Vinci non è nient'altro che una rilettura. Il frutto del genio di Leonardo resta lì, immutato. Cambia solo il modo di osservarlo. Meglio, di viverlo. E Peter Greenaway, con la sua installazione nella splendida Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano, mette semplicemente a disposizione la sua maestria per aiutare l'osservatore a farlo.&lt;br /&gt;Luci e suoni conducono &lt;em&gt;dentro&lt;/em&gt; e in un attimo sbalzano &lt;em&gt;fuori&lt;/em&gt;. L'osservatore diventa spettatore. Lo spettatore diventa attore. La visione diventa partecipazione osmotica. Lo spazio fra l'opera e chi la guarda si annulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;I problemi della pittura...illustrano l'enigma del corpo, e tale enigma li giustifica. Poiché le cose e il mio corpo son fatti della medesima stoffa, bisogna che la visione si faccia in qualche modo in esse, o, ancora, che la visibilità manifesta delle cose si accompagni in lui ad una visibilità segreta: "La natura è all'interno", dice Cezanne. Qualità, luce, colore, profondità, che sono laggiù davanti a noi, sono là soltanto perché risveglino un'eco nel nostro corpo, perché esso li accolga...equivalente interno...formula carnale della loro presenza che le cose suscitano in me.&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'Occhio e lo Spirito&lt;/em&gt;, Maurice Merleau-Ponty, 1964.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-110549485001673874?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/110549485001673874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=110549485001673874' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/110549485001673874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/110549485001673874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2008/05/dentro-lultima-cena.html' title='Dentro l&apos;Ultima Cena'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/SDSzwBPw5LI/AAAAAAAAADI/on6YpMScdJk/s72-c/cenacolo1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-5193383226474533194</id><published>2008-04-30T23:00:00.000+02:00</published><updated>2008-05-01T01:38:58.406+02:00</updated><title type='text'>Duemila euro per non abortire</title><content type='html'>Povero Napolitano, l'appello al capo dello Stato è diventata la prassi del cittadino disperato. Manco fosse Padre Pio. L'ultima? La precaria che ha deciso di spararla grossa: a 29 anni vuole abortire perché con 1300 al mese è convinta di "non poter garantire al mio piccolo nemmeno la mera sopravvivenza". La lettera è uscita oggi su Repubblica perché la nostra amica Sandra (nome di fantasia) ha voluto fare le cose in grande. Non le bastava sputtanarsi davanti al Giorgio nazionale. Ha voluto sbrodolare tutto il suo patetico argomentare in un bel paginone, con intervista raccolta da un'incredula Laura Laurenzi. Ora, nessuno discute sulla moralità del gesto (abortire alla soglia dei trenta con un lavoro, se pur precario e poco redditizio, un uomo e una famiglia alle spalle). Ciò che proprio non va giù è l'ipocrisia. Cara Sandra, trova un'altra scusa. Con 1300 euro al mese non navighi nell'oro, ma se non hai nemmeno l'affitto da pagare (come tu stessa ammetti) un figlio te lo puoi permettere. Ed evita di urtare il nostro buongusto con le tue cazzate: "Presidente, ora devo scegliere se essere egoista e portare avanti la gravidanza...o andare su quel lettino d'ospedale e lasciare che qualcuno risucchi il mio cuore spezzato dal mio utero sanguinante, dicendo addio a questo figlio che se ne andrà per sempre". Per Sandra e suo marito è un fallimento non potere dare a un figlio ciò di cui ha bisogno. La soluzione? Arrivare a duemil euro al mese. Allora sì che lo terrebbero. Salvo buttarlo in un cassonetto se uno dei due venisse licenziato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-5193383226474533194?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/5193383226474533194/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=5193383226474533194' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/5193383226474533194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/5193383226474533194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2008/04/duemila-euro-per-non-abortire.html' title='Duemila euro per non abortire'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-8178201133016328865</id><published>2008-04-24T18:50:00.003+02:00</published><updated>2008-04-24T18:58:33.346+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='A.Oz'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letture'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='morte'/><title type='text'>...da LA VITA FA RIMA CON LA MORTE, A. Oz</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;E' un po' come se questo scrittore li stesse borseggiando mentre loro sono immersi nei meandri della sua opera&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;...e non gli importa un fico secco di tutto quel che la sua bocca sta blaterando, facendo a meno di lui&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Perché mai scrivere di tutto ciò? Esiste e continuerà a esistere che tu ne scriva o meno...Perché mai disegnare con le parole quel che non è parole?&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-8178201133016328865?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/8178201133016328865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=8178201133016328865' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/8178201133016328865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/8178201133016328865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2008/04/da-la-vita-fa-rima-con-la-morte-oz.html' title='...da LA VITA FA RIMA CON LA MORTE, A. Oz'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-1861831872689872475</id><published>2008-03-09T16:37:00.004+01:00</published><updated>2008-03-09T17:54:17.941+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pdl'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Loreno Bettarelli'/><title type='text'>POLITICHE. IL CANDIDATO DEL GIORNO: Loreno Bittarelli (Pdl).</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/R9QTJAg_XHI/AAAAAAAAACo/bdAUZuPkZaw/s1600-h/taxisti_roma.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/R9QTJAg_XHI/AAAAAAAAACo/bdAUZuPkZaw/s200/taxisti_roma.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175782917233663090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Comincia da lui, Loreno, la galleria degli aspiranti parlamentari in vista delle elezioni del 13 aprile. Alla griglia di partenza, sono certa, troveremo un po' di tutto. Una misticanza di prototipi umani, inumani e disumani in salsa italiana. Nani, ballerine, avvocati, presentatori, attrici, figli di papà, lobbisti, politicanti. E chi più ne ha, più ne metta. Buona lettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Loreno Bittarelli. Chi è costui? Ai più, imbarazzante assonanza con Lorena Bobbit a parte, non ricorderà nulla. Il suo altisonante nome ha calcato le scene delle cronache italiane grazie a destrorsi girotondi per le piazze di Roma con il suo taxi. E con quelli dei suoi colleghi. Presidente dell'Uri (unione radiotaxi italiani), è stato il Nightmare di Bersani e dell'allora sindaco della Capitale Veltroni per un paio di mesi, quando ancora sembrava che la priorità del governo Prodi fossero le liberalizzazioni. Dopo aver capito che era tutto un bluff (avranno anche rilasciato ottocento nuove licenze, ma noi continuamo a pagare 10 chilometri su una multipla come tragitti in Lumousine) ha deciso di buttarla in politica. E di candidarsi al parlamento, nelle liste del Pdl, per il collegio Roma-Lazio 1. Perché, parole sue,  "i tassisti italiani...dipinti come una lobby o un corporazione, ma che di fatto sono dei semplici lavoratori, hanno diritto ad avere un loro rappresentante in parlamento". Speriamo dunque che Berlusconi non si dimentichi di chiamare Gino l'arrotino. Non sia mai che ombrellai e affini non abbiano la giusta rappresentanza di Palazzo. E a chi in questi giorni rimprovera al centrodestra l'incoerenza della candidatura con un programma liberale, bisognerebbe ricordare che Pdl non è l'acronimo di "partito delle liberalizzazioni", ma, nel caso specifico, di "popolo di lobbisti".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-1861831872689872475?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/1861831872689872475/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=1861831872689872475' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/1861831872689872475'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/1861831872689872475'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2008/03/politiche-il-candidato-del-giorno.html' title='POLITICHE. IL CANDIDATO DEL GIORNO: Loreno Bittarelli (Pdl).'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/R9QTJAg_XHI/AAAAAAAAACo/bdAUZuPkZaw/s72-c/taxisti_roma.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-665906909885059510</id><published>2008-01-17T18:50:00.002+01:00</published><updated>2008-04-24T19:10:15.042+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pendolari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articolo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ferrovie Nord'/><title type='text'>IL TRENO DEI SETTE NANI</title><content type='html'>Se il treno è in ritardo, andatelo a dire a Pisolo. Se nelle carrozze fa un freddo polare, Eolo, tra uno starnuto e l’altro, cercherà una soluzione. Di fronte ai problemi c’è chi si rivolge ai santi. I pendolari delle Ferrovie Nord, invece, ci provano coi sette nani. Coordinati da Brontolo, addetto ad accogliere le proteste, Cucciolo, Mammolo, Gongolo e compagni hanno deciso di dire basta ai disagi di chi, due volte al giorno cinque giorni su sette, deve fare i conti con treni e passanti ferroviari. E lo hanno fatto lanciando, il due di gennaio (ogni riferimento al giorno di lancio dell’Ecopass è puramente casuale, precisa l’organizzazione) il loro blog http//blog.libero.it/itrenidei7nani/. Quasi 1800 visitatori in due settimane. Il segno che i pendolari delle Nord ne hanno piene le tasche.&lt;br /&gt;L’idea è di Brontolo, al secolo Roberto, quarantasette anni, professione pubblicitario. E pendolare, naturalmente. Tra un viaggio e l’altro sulla Saronno-Milano ha raccolto le lamentele di tutti. E con un gruppo di sei amici ha deciso di dare risonanza alle loro voci. Perché proprio i sette nani? “Perché i treni delle Nord sono pieni di tanti “nanetti” che la mattina vanno a lavorare con la piccozza in spalla”, sorbendosi anche il peso di una tratta, la Saronno-Milano “martoriata ormai da anni. Dieci minuti di ritardo per ogni treno è la media giornaliera, per non parlare dei passeggeri accalcati a mo’ di sardine, dei convogli soppressi…”. &lt;br /&gt;La sezione più cliccata è quella di Pisolo. I pendolari imbufaliti giocano a “indovina il ritardo”: dieci, venti, trenta minuti. E stefbrama lancia la sfida: “Facciamo lo sciopero del biglietto!”. Mentre esasperata_delle_FN se la prende col sindaco: “Ci dovrebbe accompagnare la Moratti al lavoro, dato che, come ci suggerisce di fare, prendiamo i mezzi”. E mentre Gongolo, il nano delle buone notizie, per ora lascia tutti a bocca asciutta, gli spazi per le belle iniziative non mancano. Come la bacheca Mammolo-oggetti smarriti, dove kinder50 segnala il ritrovamento di un cane che gironzolava tutto solo tra le carrozze alla stazione di Serenella. Sfoghi e post a parte, lo scopo è solo uno: non doversi più meravigliare se qualcosa, sulle Nord, funziona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-665906909885059510?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/665906909885059510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=665906909885059510' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/665906909885059510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/665906909885059510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2008/01/se-il-treno-in-ritardo-andatelo-dire.html' title='IL TRENO DEI SETTE NANI'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-6780141789823639956</id><published>2007-12-10T00:35:00.000+01:00</published><updated>2007-12-10T00:44:01.665+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il responsabile delle risorse umane'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Yehoshua'/><title type='text'>...da IL RESPONSABILE  DELLE RISORSE UMANE, A. B. Yehoshua</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;Ecco, all'improvviso esplode una melodia cadenzata, primordiale, quasi selvaggia, di note ripetute...Di chi è questa sinfonia? Forse potrebbe riconoscerla se potesse continuare ad ascoltarla. Ma Geruslemme non è abbastanza grande per contenere un'intera sinfonia.&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-6780141789823639956?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/6780141789823639956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=6780141789823639956' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/6780141789823639956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/6780141789823639956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2007/12/da-b-yehoshua-il-responsabile-delle.html' title='...da IL RESPONSABILE &lt;br&gt; DELLE RISORSE UMANE, A. B. Yehoshua'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-5208393073900960105</id><published>2007-12-04T22:59:00.000+01:00</published><updated>2007-12-04T23:17:30.989+01:00</updated><title type='text'>IL FILOLOGO E IL SUO POETA</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;Puoi condurmi per mano, se tu fingi&lt;br /&gt;                         di crederti con me, se ho la follia&lt;br /&gt;                         di seguirti lontano e ciò che stringi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                         ciò che dici, m'appare in tuo potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                         Fosse tua vita quella che mi tiene&lt;br /&gt;                         sulle soglie - e potrei prestarti un volto,&lt;br /&gt;                         vaneggiarti figura. Ma non è,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                         non è così. Il polipo che insinua&lt;br /&gt;                         tentacoli d'inchiostro tra gli scogli&lt;br /&gt;                         può servirsi di te. Tu gli appartieni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                         e non lo sai. Sei lui, ti credi te.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-5208393073900960105?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/5208393073900960105/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=5208393073900960105' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/5208393073900960105'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/5208393073900960105'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2007/12/puoi-condurmi-per-mano-se-tu-fingi-di.html' title='IL FILOLOGO E IL SUO POETA'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-2245588195853410693</id><published>2007-10-28T22:42:00.000+01:00</published><updated>2007-10-28T23:07:40.192+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='noviziato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letture'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Colette'/><title type='text'>...da IL MIO NOVIZIATO, Colette</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/RyUH7O49MyI/AAAAAAAAABk/BQVO0wkT6ok/s1600-h/Colette.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126512465021842210" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/RyUH7O49MyI/AAAAAAAAABk/BQVO0wkT6ok/s200/Colette.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Ho pensato spesso che M. Willy soffrisse di una sorta di agorafobia, che avesse l'orrore nervoso della pagina bianca. [...] Immagino che soppesasse, troppo spesso in preda a smarrimenti patologici, il coraggio, la solenne costanza che occorre per mettersi a sedere senza nausea sul ciglio del campo immacolato, della carta ancor spoglia di arabeschi, di appigli e cancellature, il bianco irresponsbile, crudo, accecante, avido e ingrato...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Il giorno del nostro primo incontro, Polaire era vestita come una ragazzina, di blu o di verde scuro. I suoi famosi capelli corti - niente affatto neri, ma di un castano naturale - se li lasciava crescere e li annodava sulla nuca. Salvo il bistro delle palpebre, la tintura delle lunge ciglia stupende, un rosso un po' violaceo sulle labbra, non era truccata che del proprio splendore intermittente, di una lucentezza vicina alle lacrime negli occhi sconfinati, di un sorriso stirato, dolente, di tutte le verità patetiche che smentivano il suo diabolico sopracciglio circonflesso, la sua caviglia irritante di capra, la sua vita-serpente, e proclamavano luminose, umide, tenere, persuasive, che l'anima di Polaire aveva sbagliato corpo.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;br /&gt;&lt;tr unselectable="on" hb_tag="1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;td style="FONT-SIZE: 1pt" unselectable="on" height="1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div id="hotbar_promo"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-2245588195853410693?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/2245588195853410693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=2245588195853410693' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/2245588195853410693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/2245588195853410693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2007/10/ho-pensato-spesso-che-m.html' title='...da IL MIO NOVIZIATO, Colette'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yPhyAwjGDg0/RyUH7O49MyI/AAAAAAAAABk/BQVO0wkT6ok/s72-c/Colette.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-2605505316521617477</id><published>2007-10-15T16:41:00.000+02:00</published><updated>2007-10-15T16:47:01.250+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pd'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ceronetti'/><title type='text'>SUL PD</title><content type='html'>&lt;table id="HB_Mail_Container" height="100%" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" border="0" unselectable="on"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr height="100%" width="100%" unselectable="on"&gt;&lt;td id="HB_Focus_Element" valign="top" width="100%" background="" height="250" unselectable="off"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;em&gt;E' una grande illuminatissima vetrina di moda per esporre due o tre camicette con buchi prese da  una discarica e un paio di vecchie pantofole affezionate ai piedi di una pensionata che si circonda di consunto&lt;/em&gt; &lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;strong&gt;Guido Ceronetti &lt;/strong&gt;giornalista, scrittore, teatrante&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr hb_tag="1" unselectable="on"&gt;&lt;td style="FONT-SIZE: 1pt" height="1" unselectable="on"&gt;&lt;div id="hotbar_promo"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-2605505316521617477?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/2605505316521617477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=2605505316521617477' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/2605505316521617477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/2605505316521617477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2007/10/sul-pd_15.html' title='SUL PD'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-2906719510797964099</id><published>2007-09-27T08:00:00.000+02:00</published><updated>2007-10-15T16:54:09.194+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='megalomania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Coetzee'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Saviano'/><title type='text'>IL MALE DI SCRIVERE. DENTRO E OLTRE LA CENSURA: PARANOIA, MEGALOMANIA, MITOMANIA</title><content type='html'>&lt;table id="HB_Mail_Container" height="100%" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" border="0" unselectable="on"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr height="100%" width="100%" unselectable="on"&gt;&lt;td id="HB_Focus_Element" valign="top" width="100%" background="" height="250" unselectable="off"&gt;&lt;br /&gt;Camorra, censura, Gomorra. Il Napoletano messo in ginocchio da una criminalità ormai disorganizzata, un girone infernale tra le cui sudice pareti echeggia la voce solista di Roberto Saviano, scrittore che, a detta sua inconsciamente, si è sottoposto alla gogna dell’omertà e della repressione camorrista per denunciare ciò che tutti sanno, ma che nessuno ha più la forza e la voglia di urlare. Un eroe della resistenza alla criminalità organizzata? Un coraggioso combattente della malavita? Sì, dicono le tante personalità del circo mediatico e politico che, inevitabilmente, attorno a lui si è stretto. No, replica serafico Alessandro Piperno dalle colonne di un noto settimanale. Lo scrittore romano, questa volta con le migliori intenzioni, vuole spostare l’asse focale del libro dal caso civile e politico montato dai media al caso letterario. Vuole, insomma, rendere giustizia all’aspetto tanto fondamentale quanto trascurato di Gomorra: la scrittura intensa e realista di Saviano, il suo connubio con il male, la sua «ermetica autosufficienza», il suo valore intrinseco. Tutto ciò che sta al di fuori viene, pertanto, così liquidato: «L’impegno civile in letteratura è una forma di esibizionismo che non mi scalda...Credo che esista qualcosa di più vero della mesta e banale verità dei fatti. Ed è quella che chiamerei la verità della visione, a cui ogni scrittore aspira ma che pochi raggiungono, e solo attraverso il distorcente diaframma del mito. Saviano proprio perché ciò che dice è vero è un costruttore di miti...Non c’è nulla di più epico della verità. Dal che si evince che la mitomania è la griffe d’un artista». Il termine si presta a facili distorsioni: Saviano un mitomane? Bestemmia, sacrilegio! Già ci immaginiamo le urla di chi, oltre che armarlo di scorta, vorrebbe proporne la beatificazione. L’insurrezione di chi ha voluto persino paragonarlo a Falcone e Borsellino. Che esagerazione. Ma Piperno non è un sacrilego, è uno scrittore, e come tale, conosce a fondo i ferri del mestiere. Costruttore di miti. Più che di mitomania, però, parlerei di mitopoiesi dello scrittore: non amplificazione o falsificazione della realtà, ma trasfigurazione. Comunque, al di là delle sottigliezze terminologiche, mi preme qualcos’altro: il mito (realtà “letterarizzata”) come difesa, o meglio, come aggiramento, consapevole o meno che sia, della censura. Una sorta di anticorpo che la letteratura ha il diritto e il dovere di sviluppare per salvaguardare il proprio status e per salvaguardarsi dal mondo esterno. Un anticorpo di cui già un altro scrittore aveva, a suo modo, teorizzato l’esigenza, ponendo il problema e lasciando, come emblematicamente accade anche in molti suoi romanzi, la risposta ai lettori. Facciamo, dunque, un salto indietro. Ottobre 1992, Università di Verona. J. M. Coetzee, scrittore sudafricano premio Nobel nel 2003, tiene due mirabili lezioni: Le origini ideologiche dell’apartheid e Emergere dalla censura. Due perle di rara saggezza che l’intrinseco antiilluminismo e astoricismo (nel senso di attraversmento della storia per approdarne al di là) di Coetzee rendono quantomai attuali. Di particolare interesse è il discorso su letteratura e censura, scrittura e potere. La censura è un fenomeno tipico dei regimi totalitari, ma, al giorno d’oggi, dove le dittature in senso stretto sono ormai in via d’estinzione, possiamo considerare come tali le diverse forme , più o meno esplicite, di abuso di potere visto come controllo sulle masse: qui la camorra, per restare in argomento, trova il proprio habitat naturale. Pertanto, benché nel saggio si parli propriamente di scrittori operanti sotto regime, possiamo, licenziati dallo stesso Coetzee, attualizzare il suo pensiero, applicandolo ai paradigmi della nostra società. Anzi, così facendo, raccogliamo la sfida che egli stesso ci lancia: «Una questione che si potrebbe sollevare è se i conflitti tra scrittori e censori non debbano essere annessi ad un ambito più vasto – la pressione più o meno volontaria che la società, o l’opinione pubblica, esercita sul pensiero umano». Partendo dal proprio retroterra culturale, il Sudafrica dell’apartheid, in cui la serratissima e poliziesca censura veniva eufemisticamente chiamata «controllo sulle pubblicazioni», Coetzee sviluppa una riflessione profonda quanto singolare sul rapporto fra letteratura e potere. La martellante costante del suo saggio risiede in una parola: paranoia. «La paranoia è stata la patologia, par excellence, della dittatura». Il tiranno, pertanto, vive nel costante terrore e sospetto che qualcuno trami la sua capitolazione. Fin qui nulla di nuovo. Questo virus, però, ha la capillare capacità di proliferare molto velocemente, andando ad intaccare, proprio come un tumore, tutte le altre cellule della società a lui sottostanti: la popolazione, letterati compresi. La paranoia si insinua anche nello scrittore, dunque, e trasforma la censura in un’abiezione ben più grave, l’autocensura. Ma come? Qui Coetzee chiede aiuto sia alla psicanalisi di Freud che al suo già citato irrazionalismo antiiluminista. L’io non è una monade su cui la ragione possa esercitare un costante controllo, ma è una poliedrica individualità, la cui intimità assume la fisionomia di uno zoo, in cui molteplici e contrastanti inclinazioni si manifestano. In particolare, in una personalità creativa come quella di uno scrittore, ma allo stesso tempo ingabbiata nel regime di censura, è facile che la figura del giudice proibizionista si insinui nell’inconscio dell’artista, portandolo ad autocensurarsi. Questo dunque il contagio. Pertanto l’autocensura non è una reazione volontaria di «giustificata cautela o prudenza», ma è la metastasi (come puntualizza il curatore della plaquette Angelo Righetti) di un cancro che affligge il potere assoluto. Ma si tratta di un’epidemia che porta allo sterminio di generazioni di artisti? Certo che no. Qualcuno emerge dalla censura. In che modo? E qui Coetzee riesce ad essere ancora più provocatore, ancora più dissacrante: chi non si lascia sopraffare dalla paranoia non è celebrato come un eroe, come un martire, come un combattente, è anzi bollato come un megalomane. Già, il soggetto (apparentemente) sano, colui cioè che «inesorabilmente dà ascolto alla voce del proprio dèmone e continua a scrivere» ignorando i latrati provenienti dalle gabbie del potere insite nel suo zoo interiore, è, in realtà, un megalomane. Citando Vargas Llosa, Coetzee scova quest’altra malattia dell’essere scrittore: «il rifiuto congenito alla sottomissione», il suo essere costantemente «all’opposizione dei sistemi di opposizione», tirannici o rivoluzionari che siano. Più che una malattia, è un peccato originale. Un peccato di hybris, dice Righetti. «Lo scrittore impegnato è un esibizionista», così è titolato l’articolo di Piperno. Esibizionismo e megalomania. Due sentenze molto simili pronunciate a distanza di quasi quindici anni. Inappellabili? Sono piuttosto due feconde provocazioni che vogliono portare alla ricerca di una terza via che riscatti il ruolo dell’autore. L’impegno civile dello scrittore o dell’artista in generale non batte la censura nel momento in cui non è la componente essenziale della letteratura. Allora dove sta questa terza via? Nell’irrinunciabile autoreferenzialità della letteratura, nel suo essere visione della realtà, nel suo trasfigurarla in mito, nella sua, appunto, mitopoiesi.&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr hb_tag="1" unselectable="on"&gt;&lt;td style="FONT-SIZE: 1pt" height="1" unselectable="on"&gt;&lt;div id="hotbar_promo"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;blockquote id="b80aea2e"&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-2906719510797964099?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/2906719510797964099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=2906719510797964099' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/2906719510797964099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/2906719510797964099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2007/09/il-male-di-scrivere_27.html' title='IL MALE DI SCRIVERE. DENTRO E OLTRE LA CENSURA: PARANOIA, MEGALOMANIA, MITOMANIA'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4298153258153864973.post-4465429884764483542</id><published>2007-07-11T15:45:00.000+02:00</published><updated>2007-10-08T15:48:07.663+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Comune'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mullte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Federica Venni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articolo'/><title type='text'>Le multe sono già pagate. Il Comune le vuole ancora</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Le multe sono già pagate. Il Comune le vuole ancora&lt;br /&gt;di Federica Venni&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Otto e trenta del mattino. Siamo in coda in via Rugabella 2, sede della Sezione procedure sanzionatorie della polizia locale. In parole povere, lo sportello dei vigili in cui i cittadini vengono a pagare le cartelle esattoriali ricevute dal Comune: multe risalenti al 2004 non pagate o pagate in ritardo (oltre i 60 giorni dalla notifica). Decine di persone hanno puntato la sveglia all`alba per venire a pagare la multa. Fin qui, attese interminabili a parte, niente di strano. Se non fosse che, molte di queste persone, la multa l`hanno già pagata. Tre anni fa. Hanno ricevuto tutti la famigerata cartella, ma, controllando le ricevute dei pagamenti, si sono accorti di aver già sborsato, a suo tempo, decine di euro. Ecco che allora si precipitano tutti all`ufficio ruoli di via Rugabella per chiarire il malinteso. Imbufaliti. ``Siamo incavolati neri``, tuonano mentre fanno la fila. Già, perché molti di loro hanno chiesto un permesso dal lavoro per poter trascorrere la mattinata dai vigili. ``E tutto per colpa degli uffici comunali e della polizia locale che non funzionano come dovrebbero``, urla Gianni. ``Se non hanno registrato il pagamento, non vedo perché debba rimetterci io``. In tempo, quello perso allo sportello, e in denaro, quelle cifre a tre numeri che compaiono sulle cartelle: 100, 200, 300 euro. Qualcuna supera anche i 1000. Il signor Terribile si fa prendere dallo sconforto: ``Trecento euro. E da dove le tiro fuori io, dalla pensione minima? Sulla ricevuta delle poste è attestato il pagamento, quindi spero di non avere problemi``. E così è. ``Quasi tutti quelli con le ricevute sono in regola``, dice un`addetta. Tutti a casa senza aver sborsato un soldo. Ma con la seccatura di aver perso mezza giornata di lavoro per niente. Per coloro, invece, a cui la cartella non viene annullata (perchè non hanno magari avuto l`accortezza di conservare le ricevute), l`unica soluzione è il ricorso. Vito Dattolico, coordinatore dei giudici di pace di Milano, ne sa qualcosa. ``L`anno scorso ci sono arrivati 7mila ricorsi. Il 30% ha ottenuto l`annullamento della cartella, il 40% si è visto ridurre la sanzione. I cittadini che hanno pagato non devono temere, anche se hanno perso la ricevuta``. Anche qui, la scocciatura sta nel tempo buttato via. Per la sentenza passano minimo 5 mesi. ``L`importante - precisa - è chiedere la sospensione della cartella durante il ricorso``. Altrimenti, dopo lo scadere anche di quella, scattano fermi amministrativi e pignoramenti. ``Ma come è possibile che succedano questi disguidi?``, si chiede il signor Mele. Giuseppe Falanga, della Siapol , il sindacato dei vigili, spiega: ``Uno dei fattori che ha scatenato l`emissione errata di cartelle è stato un mancato aggiornamento nei file dei versamenti postali``. Chi ha pagato, in sostanza, risulta comunque moroso per mancata registrazione. C`è anche qualcuno che, ignaro di tutto, si è trovato a fare i conti con il fermo amministrativo del mezzo. Al Codacons ``arrivano centinaia di chiamate da parte di persone che nemmeno sapevano di aver preso una multa, perché non notificata``. Marco Osnato, presidente della Commissione Mobilità e Traffico allarga le braccia: ``Avevamo istituito una commissione ad hoc con il Difensore civico per cercare di capire i motivi di questo disguido. Ci hanno detto che si trattava di un problema dei sistemi informativi che, a questo giro di cartelle, sarebbe andato a posto``. Ma così non è avvenuto. L`Assessore Pillitteri, dal canto suo, difende il proprio operato: ``Il mio assessorato ha fatto tutto ciò che è di sua competenza per agevolare le procedure con il servizio ``Multa semplice`` che permette agli utenti di verificare il verbale on line``. Anche se non accessibile a tutti, è l`unica cosa che funziona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4298153258153864973-4465429884764483542?l=federicavenni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://federicavenni.blogspot.com/feeds/4465429884764483542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4298153258153864973&amp;postID=4465429884764483542' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/4465429884764483542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4298153258153864973/posts/default/4465429884764483542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://federicavenni.blogspot.com/2007/07/le-multe-sono-gi-pagate-il-comune-le.html' title='Le multe sono già pagate. Il Comune le vuole ancora'/><author><name>Federica Venni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08132452940515741803</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_yPhyAwjGDg0/R9LCXQg_XFI/AAAAAAAAACY/hqWWkIZ7EB8/S220/Fede+tagliata.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
